Il lavoro nobilita, lo so, concordo.

Mi piace però pensare anche che Mobilita. Mobilita le nostre intuizioni, la nostra creatività, le nostre abilità, la nostra curiosità. Ci fa mettere in moto energie e risorse, spesso ci aiuta a scoprire tutta la galleria delle nostre qualità.

Siamo tutti convinti che il rendimento e la soddisfazione schizzino alle stelle quando facciamo qualcosa che ci piace, quando la nostra occupazione corrisponde alla nostra preparazione, alle nostre attitudini, al nostro gradimento. È anche vero però che proprio come qualsiasi lavoro nobilita, altrettanto mobilita.

Impariamo, sul lavoro. E spesso è proprio il lavoro ad insegnarci come affrontare le difficoltà, cosa fare e cosa evitare in molte situazioni, quanto rispetto dobbiamo ai contributi altrui.

Il lavoro tante volte è l’arte dell’incastro no?

Ecco perché mobilita il nostro senso dell’ordine, del governo del tempo, dell’efficacia dei risultati. Tiene attivo il nostro parco idee, lo scatto del ragionamento, le connessioni tra pensieri e tra persone.

Mobilita la nostra reattività. Certe volte è difficile, impegnativo, stressante. È vero. Del resto però ci muove a fare, a migliorare, a trovare soluzioni. Nella migliore delle ipotesi ci detta anche un ritmo, qualcosa che scandisce le nostre azioni e le rende fluide, esperte, proficue. Una palestra, una palestra quotidiana che non sviluppa solo le abilità professionali ma anche quelle umane.

Credo mobiliti anche i progetti, le aspirazioni, le sperimentazioni.

Mi piace pensare che sia sempre una possibilità. Una possibilità di conoscere, di crescere, di esprimersi. Patisco per chi non può o non riesce a viverlo così. Se siamo alle prese con quello che ci fa star bene siamo pieni di iniziative, di programmi, di lungimiranza. Ecco perché è brutto sapere che può invece essere un terreno negativo. Ecco perché ognuno nelle sue incombenze quotidiane dovrebbe ricordare di favorire un ambiente il più possibile godibile anche per gli altri.

Anche questa è una prova di personalità. Il glamour cuore e cervello ci vuole presenti, diligenti, corretti, ma è chiaro debba faticare assai assai assai quando le condizioni non sono ottimali. Facciamoci insieme qui un’iniezione di fiducia!

Il primo buon slancio ci può derivare da una consapevolezza e da una determinazione forti: il lavoro nobilita e mobilita, lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo alla collettività; cerchiamo di non farci demotivare troppo se non raccogliamo applausi ogni giorno. Poca cosa vero? Lo so ma davvero vorrei che il nostro esercizio quotidiano di qualità e responsabilità ci aiutasse ad affrontare meglio giorni sì e giorni no!

Ce la metto tutta perché la sera io non abbia mancanze di cui rimproverarmi, ecco. Mi sembra un approccio giusto. Che ne dite?