Qualcuno teme la “selfite” come se fosse una malattia. Io spero non lo sia e mi sono trovata una bella motivazione: il Mollia Style!

Devo fare foto per blog e social no?

Questo mi giustifica abbondantemente.

Comunque, scherzi a parte, capisco che la selfie mania sia oggetto di osservazione. Quando l’autoscatto diventa un’ossessione può darsi celi davvero qualche disturbo borderline. D’altra parte è sempre, almeno, la dimostrazione di quanto siamo “preda” delle tendenze.

Spezzo però una lancia a favore! Credo ci sia un interessante lato B del selfie. Pare infatti, da alcune statistiche lette qua e là, che la maggior parte dei selfie nascano dal desiderio di divertire chi li guarda o di immortalare un attimo o una situazione e non da smanie di esibizionismo. Egregie ragioni direi!

Impulsi simpatici, sull’onda dell’euforia di un momento.

E sono convinta ce ne siano delle altre. Molte altre. In fondo ciascuno di noi può avere le sue, magari giocose. Può essere anche un antidoto alla timidezza, chissà… Oppure la grande opportunità, via social, di condividere emozioni attraverso immagini con amici lontani.

Poi c’è lei, la conferma. Quella che cela il pericolo che allarma di più. Ovvero che dietro ogni selfie ci sia un bisogno di approvazione in formato likes!

Inutile negarlo del tutto. Piazzare una foto in rete equivale a esporsi alle reazioni e presumo siano in tanti a gradire quelle positive.

A questo punto? Cerco di non ammalarmi ma continuo a farmi selfie.