Non ci credo ma…sto con il grande Eduardo De Filippo: “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”.

Funziona così, non crediamo alla jella, agli jettatori, al sale rovesciato che porta male, alla sfiga che può piombarci addosso se passiamo sotto una scala e neanche al gatto nero che ci attraversa la strada però, per non essere vittime di certezze assolute, ci cauteliamo con qualche precauzione!

“Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio…ego me baptizzo contro il malocchio”

Le formule scaramantiche, toccare ferro e fare gli scongiuri, si usano per prudenza, per istinto, per voglia di ingraziarsi la buona sorte.

E allora cosa c’è di meglio di un cornetto rosso napoletano?

È il portafortuna per eccellenza. Quello che, visibile o nascosto, ci fa piacere avere. I miei cornetti…ebbene sì, ne vanto una piccola collezione!…arrivano dal posto giusto: San Gregorio Armeno, la via dei presepi, e sono di Giuseppe&Marco Ferrigno.

Oltre a essere bellissimi sono corredati da formule ‘magiche’ e io francamente mi sento molto più tranquilla con loro a casa, in borsa, in ufficio, in viaggio. Sono compagni garbatissimi.

Voi non incrociate le dita? Non avvertite il brivido lungo la schiena davanti a uno specchio che si rompe? Se succede pazienza…ma facciamo le corna no?

Io al cornetto rosso napoletano non rinuncio. Male non fa!