Se non lo diciamo lo pensiamo, vero?

Insomma un “vaffa” scappa. E scappa anche quando siamo persone educate, tolleranti e dialoganti. Scappa perché abbiamo i nervi a fior di pelle, perché siamo stanchi, perché qualcuno o qualcosa ci fa proprio arrabbiare.

Siamo umani e capita.

Il bon ton del “vaffa” è di quelli che sanno sempre essere misurati, che non alzano mai la voce e sono eleganti pure quando mandano a quel paese. Ma c’è anche un altro bon ton del “vaffa”: è quello di chi sa proprio farlo soavemente, con un sorriso, quasi come se al posto di una supposta ti offrisse una caramella.

Ci avete mai fatto caso?

Sono i casi in cui si riesce a sfoderare una calma imperturbabile e si rifila una metaforica sberla da capogiro.

Approssimativamente possiamo conoscere:

  • i sanguigni, quelli del vaffa diretto chiaro e tondo;
  • i controllati, quelli che lo sibilano con garbo;
  • i diplomatici, quelli che lo fanno intendere con raffinata moderazione;
  • i super strateghi, che porgono il vaffa con un guanto di velluto e poi ti aspettano al varco.

Forse un po’ tutti possiamo oscillare tra una categoria e l’altra in base alle circostanze, allo stato d’animo, al rapporto che abbiamo con la persona cui destinare il vaffa…ma è indubbio che il nostro carattere sia determinante e ci faccia pendere maggiormente per una o l’altra delle modalità concrete del vaffa.

E il glamour cuore e cervello Mollia Style per quale vaffa fa il tifo?

Io da schietta sanguigna sputerei direttamente la versione limpida e immediata. Devo ammettere però che ho imparato ad ammorbidire il tiro…almeno qualche volta!

L’ipotesi che certamente escludo è quella che nega il vaffa e lo bolla come qualcosa che non si fa. Evviva il buon gusto, lo so, però un vaffa talvolta è liberatorio e qualche volta è una lezione da dare. Invece di ingoiare il rospo, mandare a stendere chi lo merita è quasi un atto dovuto!

Perché faccio questa riflessione?

Perché in fondo la modalità sanguigna non è detto sia irascibile e collerica, frequentemente è passionale e come tale autenticamente leale e sincera. Ecco, mi piace l’idea che il vaffa sia anche l’onesta scelta di dire quello che si pensa, di prendere posizione, di andare dritti al sodo senza tergiversare.

In realtà molte volte può succedere che dopo un vaffa tutto scorra liscio, tutto torni in armonia. Non credete?