Leggo tantissime “ricette” per il benessere degli over 50. Ci sono naturalmente molti suggerimenti importanti che ciascuno di noi fa bene a seguire: dall’attenzione alla salute e all’alimentazione all’attività fisica, per esempio, a una serie di utili stimoli a vivere con serenità un’età anagrafica piuttosto impegnativa.

Tutto molto valido, senza dubbio. Anzi, faccio parte della schiera che cerca di prestare massima cura.

Però mi piace molto parlare del BEN-ESSERE. Qualcosa che attiene più allo spirito, ai valori, alla qualità emotiva della vita. Ne ho scoperto una dose interessante out of the comfort zone. In sostanza ho capito che non sono affatto a un punto di arrivo ma sono in continuo movimento.

Non devo smettere di esplorare il mondo.

Non deve porre limiti ai miei sogni.

Non devo rassegnarmi a quel che è ma cercare quello che può essere.

Non devo avere paura di osare.

Non devo accontentarmi di quello che conosco.

Non devo farmi bastare quello di cui ho goduto.

In questo, badate bene, non c’è smania. Guai a innescare la marcia degli eterni insoddisfatti. C’è, viceversa, la consapevolezza che nel bozzolo, la comfort zone, si appende il presente al chiodo.

È bello quello che ancora posso fare.

È bello lo spazio che ho davanti per diventare migliore.

È bello l’ignoto che mi è dato vedere.

È bello essere pronti alle avventure.

È bello pensarsi in perenne evoluzione.

È bello non arrendersi, non farsi cinici, non scivolare nel disincanto.

Io ci sono, noi ci siamo, cari over 50! Carichi di esperienza e di curiosità, il mix migliore per attraversare degnamente l’esistenza. Non mi lascio scappare una cosa nuova, non mi tiro indietro davanti a una sfida, non rinuncio a un viaggio, non ripeto le stesse cose senza mai provare a guardare le situazioni sotto un’altra prospettiva.

Certe volte avverto la fatica, lo ammetto. Certe volte ho l’impressione di inseguire l’impossibile. Certe volte cado, affranta, sotto il peso di qualche delusione.

Eppure poi ritrovo l’energia e mi tuffo, out of the comfort zone.

Pensate al digitale, ai social, al cellulare, a quelle migliaia di oggetti e scoperte del progresso cui non avremmo avuto accesso se non ci fossimo lasciati tentare proprio da quel salto! Ecco, credo che il BEN-ESSERE risieda anche nella nostra ricchezza di cultura, nella nostra apertura a ciò che si può apprendere, nei principi con i quali sappiamo governare la modernità e la crescita. Senza stravolgerci, senza lasciarci travolgere, ma tenendo cuore e cervello glamour!

La prossima volta parliamo di relazioni umane, cosa ne dite?