Ci sono sguardi…fulminanti. Ti inceneriscono. Peggio di una valanga di insulti.

Terribili, a ben pensarci.

Chi usa l’arma “dell’occhiataccia” invece di prenderti a brutte parole spesso manifesta un disprezzo o una riprovazione assai più potenti.

Intendiamoci, lo sguardo che paralizza lo utilizziamo tutti, più o meno. Avete presente quando dobbiamo far tacere qualcuno che sta chiacchierando troppo? Avete presente quando dobbiamo dare uno stop alle intemperanze dei figli?

D’accordo, è un’arma consueta ed efficace.

C’è chi però coltiva proprio il vizio. Quello del distacco, dello sguardo gelido o accusatorio. Quello che usa gli occhi per rimpicciolirti.

Già, nello scontro a parole possiamo replicare. Davanti allo sguardo intimidatorio, beffardo, sdegnoso, talvolta rimaniamo paralizzati.

Io mi sono messa in posa, ho giocato davanti all’obiettivo ma c’è chi è bravissimo a distruggere veramente, con uno sguardo ben assestato.

Ferisce, eccome.

E ferisce tanto più perché sembra proprio prendere le distanze, non degnare neanche di un contraddittorio, non ammettere alcun dialogo.

Con chi è avvezzo a forme di questo tipo, con chi prova gusto ad umiliare con la spada silenziosa, qualche volta è difficile reagire e interagire. Capita ci rifilino proprio una stoccata in pieno petto.

Non voglio prendere lezioni e assomigliare loro. Giammai!

Non è male però fare un po’ di allenamento per affrontare il duello con costoro con lo stesso identico piglio… O no?

Che ne pensate?