Pare che chi ha la tendenza a rimandare nasconda una sorta di difesa dalle “emozioni sgradite”: il senso di inadeguatezza, l’insicurezza, il dubbio e la paura di sbagliare.

Del resto però capita anche che chi rimanda sia soltanto più prudente e voglia ponderare bene una situazione. Ognuno peraltro ha i suoi tempi, per elaborare un piano di azione, per arrivare a una scelta, per risolversi su qualcosa.

Probabilmente è QUESTIONE DI MISURA. Rimandare tutto ad oltranza è un difettuccio che se cronicizza può metterci nei guai, del resto muoversi sempre all’istante sull’onda dell’istinto può procurare altrettanti danni.

Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi è un orientamento utilissimo in molte circostanze ma ci sono delle volte in cui proprio <prendere tempo> ci fa acquisire più informazioni, ci evita di decidere di impulso, ci fa sbollire la rabbia, ci lascia maggiore lucidità.

Quello che mi chiedo, un po’ scherzosamente, è se avete verificato in pratica la bontà di una o dell’altra inclinazione.

Insomma…LA NOTTE PORTA CONSIGLIO???

Penso alla scena pesantuccia di un diverbio. In famiglia, sul lavoro, tra amici. Mordersi la lingua e rinviare la reazione può risparmiarci epiloghi spiacevoli, botta e risposta smodatamente velenosi, terribili litigi. A mente fredda, il giorno seguente, molte cose si sgonfiano o possono essere affrontare con un atteggiamento più pacato ed efficace.

Penso alla scena leggera dello shopping al quale non cediamo. Vediamo un abito costoso, siamo tentati ma resistiamo e rimandiamo al giorno dopo la decisione. Diciamo che ci dormiamo su…In effetti può capitare che al mattino dopo non ci passa più neanche per la testa, quel vestito. Affare fatto con grande risparmio! Può anche capitare però che il mattino dopo ci svegliamo determinati all’acquisto e la nostra misura sia già sparita. Delusione!

Allora come ci regoliamo?

Possiamo armarci dei buoni propositi delle “to do list” e attenerci scrupolosamente al disbrigo quotidiano di ciò che è davvero importante e urgente. Possiamo ipotizzare un premio per tutte le volte che riusciamo a vincere quella propensione irragionevole a procrastinare cose a tempo indeterminato. Possiamo anche imparare a distinguere le autentiche priorità dalle contingenze più o meno distraenti per restare focalizzati sulle prime. Ma temo non basti.

Dobbiamo proprio fare i conti con la nostra natura e capire. Capire perché andiamo sempre di getto come siluri o perché cerchiamo sempre di ritardare le cose. C’è qualcosa sotto che dobbiamo scoprire!

Magari siamo troppo precipitosi, poco riflessivi, superficiali. Magari siamo pigri o disinteressati o ribelli.

Vale la pena indagare perché sapere chi siamo e come siamo è l’unico punto di partenza per qualche ritocco, per un miglioramento, per una sostenibile gestione degli affari della vita.

Io sono più governata dal fuoco, dalla smania delle scelte, dalla voglia di prendere posizione. È pur vero però che non funziona sempre così, che ci sono cose che mi ballano dentro a lungo perché sono più spinose o più delicate.

Su una cosa comunque non ho tentennamenti e non differisco mai: il glamour cuore e cervello!