Lascio l’informazione sul Covid-19 ai sanitari e alle autorità competenti.

E dovremmo farlo tutti.

Penso però alla PAURA.

Umana, immensamente umana. Talvolta difficile da controllare. Può generare un immobilismo ossessivo ma anche reazioni scomposte di panico. Può albergare in noi come un pesantissimo fardello paralizzante o esplodere come un urlo disperato.

Alle volte è così esasperata che mette a disagio la vita, nostra e altrui.

Non risolve, non spera, non pensa.

Ti infila in un vicolo cieco, la paura.

Distrugge invece di coltivare fiducia. E senza fiducia non ci sono comportamenti costruttivi e positivi. Non è prudente, è soltanto asfissiante.

In qualche modo accorcia la vita, non ti fa guardare avanti. Questo non è mai buono.

Se è umano avere paura, è altrettanto umano sforzarsi di affrontarla. Di razionalizzarla, di sdrammatizzarla, di lenirla.

I gesti scaramantici, che oggi a volte fanno sorridere, non esprimono altro che il bisogno di esorcizzare qualcosa, di allentare la paura, di scansare il pericolo. Scelte che alleggeriscono, piccoli riti propiziatori per ingraziarsi la fortuna.

Essere superstiziosi è da ignoranti,

ma non esserlo porta male (Eduardo De Filippo)

NON È UN INVITO ALLA SUPERSTIZIONE, È SOLO UN MODO PER PRENDERE A CALCI E PUGNI LA PAURA.

In questo momento mi sembra utile. Per certi versi magari siamo impotenti ma per molti altri possiamo fare molto per vivere i momenti di paura senza esserne travolti.

Nulla è da sottovalutare. Nulla. Esorcizzare la paura non significa darsi all’insostenibile gioia ma conservare uno spirito lucido, combattivo, ottimista. Potrebbe essere decisivo, per noi e per gli altri.

Possiamo osservare le medesime precauzioni e rinunce con due atteggiamenti diversi: uno chiuso, terrorizzato e rassegnato e l’altro sveglio, determinato, creativo. Non credete?

Può darsi non sia sempre e per tutti facilissimo. Anzi, sicuramente non lo è. Eppure dobbiamo e possiamo provarci. Anche scherzando con un cornetto scaccia guai!