Sembra che la vita ci imponga di essere sempre forti, vero?

In un certo senso è proprio così. Ma essere forti non significa non avere paura e non significa negarla.

La paura è un sentimento umano, è impossibile non provarla!

Possiamo avere un’indole più o meno paurosa, ma tutti -proprio tutti- conosciamo la paura. La conosciamo perché ci sono cose che naturalmente spaventano, la conosciamo perché siamo preda del timore che qualcosa di brutto accada, la conosciamo perché talvolta ci troviamo o ci sentiamo in pericolo. È normale.

Non è sempre negativa. Anzi.

Come tutte le emozioni, è qualcosa da vivere. Certe volte è l’utilissimo campanello d’allarme che attiva la nostra prudenza e la nostra attenzione. Certe volte è esattamente ciò che ci mette in salvo perché ci evita un azzardo, ci risparmia di correre un rischio o di cadere in un tranello.

Spesso sono i cambiamenti, a fare paura. O le probabilità di un evento, come una malattia, la perdita del lavoro, una calamità, un problema.

A livello psicologico può essere pesantissima, lo sappiamo bene tutti. Può addirittura paralizzare.

Ognuno di noi davanti alla paura può avere reazioni differenti: scappare, chiedere aiuto, rifugiarsi in una sorta di “sollievo” (pensate a chi nel nervosismo e nell’ansia della situazione di paura fuma di più o si aggrappa al cibo). E ciascuna di queste reazioni in sé può essere positiva o negativa, esagerata o adeguata, efficace o improduttiva. La peggiore però credo sia quella di nasconderla. Nascondere la paura, quasi vergognarsene, è una condizione che può esplodere in uno stress intollerabile, una sorta di ingiusta “punizione”.

Credo sia molto meglio accettarla. Questo vuol dire comprenderla e riuscire poi a scegliere, scegliere cosa fare per convivere con la paura, per affrontarla, per sgonfiarla.

Ecco, quando ammiriamo qualcuno per il suo coraggio non dobbiamo pensare che non abbia paura. Al contrario: il coraggio viene dopo, dopo aver elaborato la paura e proprio per superare la paura.

Ma ricordati sempre

che i mostri non muoiono.

Quello che muore

è la paura che t’incutono.

(Cesare Pavese)

Possiamo escludere la paura dalla nostra vita? No. Possiamo se mai evitare che diventi panico, che ci governi, che ci faccia sprofondare nell’agonia. In qualche modo dobbiamo lasciare che abbia il suo posto ma che non si impadronisca di noi. Bellissima la riflessione-esortazione di Cesare Pavese. Siamo solo noi che possiamo decidere che i nostri “mostri” non ci facciano più paura. E per prendere questa decisione dobbiamo volerci audacemente bene, innanzi tutto. Ammettere che siamo fatti di fragilità e paure ma anche di sogni, gioie, bellezze.

Dimmi che hai paura…perché a me fanno più paura le persone che non ne hanno, che si ritengono invincibili, che sono persuase non ci siano mai insidie per le quali tremare. Amo quelle che tremano e poi imparano a non tremare più.