“Non ho messo il cuore in naftalina e non lascio mai a casa il cervello però mi occupo anche della loro confezione, con tanto di fiocco, per intenderci”

(“Non farti ingannare dall’età” di Antonella Mollia)

Mi autocito. Scusatemi ma sapete che sono affezionata all’argomento.

Sono una cultrice dell’estetica, in tutte le sue espressioni. E sono appassionata di BEN-ESSERE, ovvero quella “magica combinazione” tra cura di sé, salute, forma fisica e attenzione ai valori morali, alla formazione culturale, alla crescita personale.

Io ho infatti chiamato glamour cuore e cervello quella formula di stile che abbraccia con armonia look, umanità, personalità.

Nel tocco vanitoso del guardaroba, del trucco, delle scelte di bellezza, si cela infatti una forte scelta di amore: il rispetto di se stessi e della vita, l’entusiasmo con il quale affrontiamo professioni e relazioni, la continua formazione cui tendiamo per imparare e migliorare sempre, diventano anche gesti che ci regaliamo, alleanze che stringiamo con il nostro buon umore, grandi iniezioni di energia.

Curati fuori e belli dentro in effetti significa che l’apparenza è in piena sintonia con la ricchezza interiore. Sì, io tengo cari armadio, parrucchiera, estetista, perché mi piace dare una forma gradevole a ciò che ho in testa, a quello che mi anima, ai miei principi. D’altra parte credo anche che concedersi del tempo per queste piccole e grandi frivolezze non sia soltanto un allegro gioco che fa bene allo spirito ma anche un importante investimento sulla gioia a lungo termine.

So che la felicità è altro.

So che la realizzazione è altrove.

Ma so pure che l’immagine curata allo specchio riflette il mio slancio verso un concetto universale di bellezza. Bellezza come piacere, bellezza come attenzione, bellezza come predisposizione positiva al mondo.

Immagino un’estetica che si indossa un po’ come un sorriso. Insomma qualcosa di fiducioso, di benaugurante, di aperto e costruttivo.

Ecco, diciamo che vivo “curati fuori e belli dentro” come il fascino degli atteggiamenti ottimisti, vivaci, luminosi!

Non dunque una bellezza che risponda a canoni e modelli, ma quello stato di grazia che rende visibile il nostro ben-essere. Chi ha letto il mio libro sa che è un trattato di pace siglato con me stessa conquistando una sorta di disinvolta voglia di essere, dare e fare.

Per questo mi ostino a chiamare a raccolta gli “over”: over 40, over 50, over 60. Soprattutto le mie Amiche Donne. Perché siamo il popolo di una possibile serena e potente consapevolezza ed efficacia. Chissà, magari possiamo trasmettere speranza, carica, stimoli interessanti, no?

Può darsi che a molti giovani sia utile, questo orientamento. Un orientamento all’autostima, al self help, alla determinazione dei sogni. Io lo spero!