Come Mamma di una adolescente quasi giovane donna provo tanti sentimenti contrastanti, talvolta.

L’amore è così, zeppo di sfumature, difficoltà e momenti.

La mia Ludo ha appena fatto un’esperienza di studio all’estero, è stata lontana tanti mesi e mi è mancata, molto. Come naturalmente è mancata al Papà che le è legatissimo. Abbiamo voluto la facesse, l’abbiamo sostenuta e ci siamo goduti la sua felicità. Ho capito che nonostante un po’ di magone e di malinconia era giusto così. Siamo stati in ansia, come è normale per due genitori. Era dall’altra parte del mondo, per la prima volta sola per così tanto tempo, in un ambiente nuovo tutto da scoprire e nel quale riuscire ad inserirsi. Insomma un salto. Un salto che qualche volta ci faceva venire i brividi.

Eppure abbiamo tenuto a bada anche l’apprensione perché lei fosse libera, libera di provare, libera di imparare, libera di confrontarsi con un’altra realtà e tante persone sconosciute.

I figli in definitiva non ci appartengono. Dobbiamo metterli in pista e lasciare che facciano la loro corsa. Noi possiamo consegnare loro i mezzi, seguirli con lo sguardo, mandare loro un bacio, fare mille raccomandazioni e cercare di trasmettere tutto ciò che riteniamo giusto e utile, il resto spetta a loro.

Del resto ho tanto desiderato che Ludo scegliesse sempre con la sua testa. Che crescesse forte e indipendente. Che avesse spirito e grinta per il suo viaggio nella vita.

Però so bene che tante volte dentro di me vorrei che facesse quello che mi piace, ascoltasse quello che le consiglio, avesse le mie stesse inclinazioni. Lo so e fatico pure a tacere. Fatico perché come ogni Mamma (e ogni Papà) vorrei non sbagliasse, non soffrisse.

Sono fiera della ragazza disinvolta e con le idee chiare che è diventata ma continuo a volerla proteggere. Il mio abbraccio è sempre lì, pronto.

Capisco che non deve assomigliare a me o a Papà, deve essere se stessa, il più felice possibile. Però capisco anche il mio cuore, cuore di Mamma. Non c’è sentimento che splenda di più, non c’è sentimento più potente e infinito.

Succede, a tutti i genitori immagino.

Quello che non vorrei comunque mai è <amare troppo>: non potrei, non potrei sopportare l’idea di soffocarla e limitarla. Deve esprimere la sua meravigliosa identità. E deve comunque sentirmi al suo fianco.

Sono emozionata, sono commossa. Quasi fino alla tensione. L’amore qualche volta si mescola con la responsabilità e il buon senso, altre volte con le nostre dispettose paure. Già, forse vorrei per Ludo una bacchetta magica.

Rifletto su questi stati d’animo e nello stesso tempo rivedo tutto di lei e mi si gonfia il petto. È una brava ragazza, la mia Ludo. E questo alla fine è quello che oggi mi rasserena.

Cuore di mamma…per sempre.