Chi ha la verità in tasca?

Chi è così sicuro che quella che ritiene realtà sia proprio tale?

Tutto è relativo. Come magistralmente ci ha trasmesso Luigi Pirandello, non ci sono certezze salvo quelle che ci rappresentiamo noi mentalmente. E, a ben vedere, neanche loro lo sono.

Spesso le nostre posizioni assolute, le nostre interpretazioni nette, dimenticano che ciascuno ha percezioni differenti e che noi siamo facilmente abbagliati da un’idea. Ci disponiamo a credere a qualcosa e ci ostiniamo a non ammettere altro di diverso.

La verità in effetti forse non esiste, se consideriamo la complessità dell’uomo e della vita. Ognuno è portatore o difensore della propria e frequentemente ognuno è tentato a negare quella altrui. D’altra parte succede che ragioniamo per indizi, no? Una sorta di grandissimo processo “logico” del pregiudizio in base al quale, a modo nostro, tiriamo le somme.

Nella commedia di Pirandello la trama profonda e sottile ci conduce dritti nel groviglio delle voci che si ergono a ultima parola e che invece miserabilmente si infrangono contro l’impossibilità di essere dimostrate. Ogni voce è smentita o smentibile, ogni ipotesi non è altro, appunto, che una delle possibilità.

La sensibilità di Laudisi si diverte, ad assistere a quel gioco assurdo.

Già, succede proprio che tutti si accaniscano in quella affannosa ricerca ed affermazione della VERITA CHE NON C’E’. Capita a tutti noi, accecati dal bisogno o dall’ingenuità di trovarne una, quasi fosse un riferimento necessario.

Umano, straordinariamente umano. Ci fa infatti ben comprendere quanto ci risulti difficile ammettere le infinite sfumature della vita stessa, delle nostre personali percezioni, delle naturali vicende che ogni giorno vanno in scena.

Rifletterci mi aiuta a ricordare la nostra misura.

Siamo davvero piccoli, al cospetto della magnificenza immensa dell’esistenza.

Piccoli e smarriti, a caccia di improbabili riferimenti incrollabili.

Nello stesso tempo mi stimola a valutare sempre l’ALTRO PUNTO DI VISTA, la quantità possibile di svariati modi di intendere la realtà. Giova nelle relazioni perché tiene aperta la porta del confronto e del dialogo. Giova nell’approccio a qualsiasi situazione perché allarga gli orizzonti.

Penso che Così è se CI pare svela quanto a volte indossiamo un paraocchi e limitiamo il nostro sguardo. Smaschera e bacchetta anche quella terribile tendenza a voler avere ragione perché sgretola l’assunto dal quale partiamo…Non possediamo la verità, non è mai detto che la realtà sia soltanto quella che ci è dato intendere.

Peraltro quando subiamo un pesante giudizio, quando siamo oggetto delle altrui opinioni negative…è un bel piacere rammentare che si tratta soltanto di una loro visione soggettiva, no?