Si dicono indifferenti coloro che davanti a qualcosa non provano né desiderio né repulsione, coloro che non esprimono interessamento, turbamento, partecipazione alle situazioni altrui.

Freddi, apatici, insensibili?

Io che ho una natura sanguigna talvolta fatico molto a comprendere chi non nutre grandi slanci, chi non esplode in gioia o disapprovazione. Poi per carità gli anni mi hanno insegnato a contenere un po’ le esuberanze e a controllare le schiettezze rabbiose…ma insomma la posa distaccata che sembra non animarsi di fronte a niente e nessuno, mi sconvolge.

Soprattutto mi turba l’indifferenza che cela troppo egoismo, troppa furbizia, troppa opacità. Quelli che volgono altrove le sguardo, quelli che fingono di non sapere, quelli che preferiscono tacere. Quelli, per intenderci, che farebbero andare il mondo a rotoli: se è salvo il loro orticello non si scompongono.

Ma è possibile? È possibile non vedere e non sentire? È possibile fare spallucce se un’ingiustizia non ci tocca? È possibile non soffrire delle sofferenze altrui? È possibile non farsi travolgere da curiosità, passione, riprovazione?

“L’indifferenza è già violenza” scrive Liliana Segre: in effetti l’indifferente può rendersi complice.

Il problema è che l’indifferenza si è infilata, subdola, nel nostro costume. Quasi come uno state of mind naturale. Per sopravvivenza, per comodità, per pigrizia. Pare che si sia diffusa una logica di vita in cui lasciare meno posto possibile agli affanni, alle relazioni autentiche, all’attenzione…perché sono condizioni e sentimenti impegnativi.

Forse non ci accorgiamo neanche di quanto male faccia, l’indifferenza.

Forse non ci accorgiamo che essere indifferenti è terribile.

Voi come ve la cavate? Cosa ne pensate? Quanto vi pesa l’indifferenza? Quanto riuscite ad essere indifferenti a ciò che vi capita intorno?

Dal punto di vista culturale l’indifferenza è una deriva che fa paura. Subirla è angosciante. E lo è anche accorgersi di quanto sia galoppante e contagiosa, di quanto finisca per inaridire tutto e tutti.

Dobbiamo accorgerci in fretta di quanto possa letteralmente fregarci! Ognuno di noi ha bisogno di presenze, di premure, di coinvolgimenti…guai a dimenticarcene.