Avete presente quelli che NON SBAGLIANO MAI?

Quei soggetti convinti d’essere nati con la vocazione ad avere sempre ragione. Quelli che non ammettono mai un errore.

Se conoscete personaggi di questo genere, presumo siate arrivati come me ad ammirare incondizionatamente chi invece ha sempre l’umiltà e la correttezza di riconoscere uno sbaglio.

ERRARE È DAVVERO UMANO E DOVREBBE ESSERLO ALTRETTANTO

NON OSTINARSI A NEGARLO!

Peraltro ammettere l’errore ci alleggerisce e lascia concentrare le nostre energie sui possibili rimedi. Che diavolo c’è di così spaventoso o impossibile?

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli:

per esempio, la torre di Pisa.
(Gianni Rodari)

Capisco che alle volte si provi paura, davanti a un errore. Temiamo un rimprovero, un brutto giudizio, la delusione degli altri, un danno. E capisco anche che si è diffusa una sorta di cultura dell’efficacia, del successo, della vittoria che guarda con riprovazione e diffidenza al “fallimento”.

La verità però è che nessuno è infallibile, che dagli errori si può imparare e che gli errori sono esattamente il possibile risvolto delle azioni: L’uomo che fa molto sbaglia molto; l’uomo che fa poco sbaglia poco; l’uomo che non fa niente non sbaglia mai (Confucio).

Dagli errori sono nate lezioni, grandi intuizioni, invenzioni.

Dagli errori usciamo più maturi e più preparati.

Dagli errori qualche volta salta fuori un capolavoro.

E comunque, diciamolo, i tipi che vogliono avere sempre ragione, che mai e poi mai confesserebbero una mancanza o uno scivolone, che pensano a difendere “l’orgoglio” più dell’onestà intellettuale, sono francamente difficili da gestire e digerire, no?

Non ci si mette al riparo da critiche semplicemente negando i propri errori. Se mai si diventa grandi quando si riesce a convivere serenamente con le naturali e normalissime occasioni in cui…ops, si incorre in fallo.

Succede. Tante volte succede proprio quanto più ci diamo da fare, quanto più lavoriamo, quanto più impegno mettiamo. Perché l’insidia è lì, dietro l’angolo e non è affatto sensato credere che non ci possa capitare di inciampare.

Agli “impeccabili” persuasi di non perdere mai un colpo, facciamo recapitare un invito ad abbassare le ali e a tenere i piedi a terra!