Cosa faremmo, se avessimo la bacchetta magica?

Ci sono cose che non ci piacciono, cose che vorremmo cambiare. Ci sono torti fatti cui vorremmo rimediare. Ci sono ricordi che vorremmo cancellare. Ci sono sogni che vorremmo trasformare in realtà. Ci sono dispiaceri che vorremmo guarire.

Cosa faremmo, se avessimo la bacchetta magica?

Ci sono difetti che vorremmo eliminare. Ci sono problemi che vorremmo risolvere. Ci sono persone che vorremmo aiutare. Ci sono pensieri che vorremmo migliorare. Ci sono obiettivi che vorremmo raggiungere.

Se la nostra bacchetta magica potesse esaudire un solo desiderio, quale sceglieremmo?

Dimmi cosa vuoi e ti dirò chi sei…Più o meno è vero, no?

Quello che vogliamo racconta molto, di noi. Se siamo egoisti o altruisti, quanto siamo ambiziosi, se ci portiamo dentro tormenti o buone speranze.

Comunque sia, immaginare la bacchetta magica per esaudire un solo desiderio è anche un esercizio molto interessante per noi stessi.

Ci svela almeno un paio di aspetti decisamente importanti:

-il nostro “ordine di priorità”

-quanto possiamo fare con le nostre forze

Naturalmente ci chiarisce anche, in definitiva, cosa non è poi così essenziale…

Mi spiego meglio?

Il desiderio che eleggiamo primo fra tutti ci dice immediatamente cosa davvero conta di più per noi. Nello stesso tempo la scelta ci svela anche che tutto sommato molte delle cose cui aspiriamo e vorremmo non dipendono che da noi!

Perché faccio questa riflessione?

Perché mi sono accorta che dobbiamo ammettere che molte volte vogliamo qualcosa ma non facciamo abbastanza per averla. Ci aspettiamo che “accada”, come pioggia dal cielo. Pensiamo che altri siano più fortunati, trascurando di guardare bene quanto invece fanno per meritare ciò che noi vorremmo in dono senza impegno.

Che dire?

Suggerisco, a me e a tutti, l’esercizio della bacchetta magica. Cerchiamo di smetterla. Smetterla di credere che ciò che ci auguriamo non richieda fatica, zelo, entusiasmo, passione. Smetterla di credere che sia tutto fondamentale. Smetterla di credere che per tutto ci vogliano “miracoli”. Smetterla di lagnarci per ciò che non succede se in realtà non lo abbiamo affatto propiziato.

Ci proviamo?