Probabilmente capita a tutti nella vita di trovare un “amico/a” che davanti ci fa la bella faccia e poi spettegola a più non posso alle nostre spalle o, peggio, ci gioca tiri veramente mancini. Qualcuno vuole proprio farci le scarpe e trama piani segreti in grande stile.

È quello con la doppia faccia: davanti complimenti e parole gentili e dietro pugnalate.

Il soggetto in questione è un infame, diciamolo. Pessima categoria di persona spesso dilaniata da invidia, cattiveria e ovviamente vigliaccheria. In spregio a correttezza e lealtà, fa carte false per tenerci buoni e cari mentre ce ne combina di tutti i colori. Parla male di noi, ci mette il bastone tra le ruote, spiffera notizie e confidenze, cerca di coglierci o metterci in fallo, ma con noi si mostra come un angioletto.

Capacissimo di abbracciarci come se fossimo un affetto e nel frattempo di tramare orride cose per rifilarci un colpo basso. Basso come la sua statura morale, direi!

Alcuni di questi <doppiafaccisti> sono quasi dei professionisti: incalliti, chirurgici e strategici, maestri di ipocrisia. E talvolta si fanno pericolosi. Pericolosi perché hanno metodo e costanza, pericolosi perché sanno carpire con disinvoltura la buona fede nostra e degli interlocutori con i quali ci fanno a pezzi, pericolosi perché mietono vittime a ripetizione.

Brutto davvero pensare di dover essere guardinghi, di lesinare la fiducia, di nutrire diffidenza. Molto brutto. Loro del resto scelgono proprio le persone aperte, franche e oneste, certe che non nutrano dubbi e che possano facilmente essere abbindolate.

Metaforicamente meriterebbero il rogo ma il glamour cuore e cervello è bene non si lasci travolgere dall’ira della vendetta. Non la meritano. Non meritano neppure il dispendio di energie per meditare una giusta punizione.

Forse possiamo limitarci a dare loro l’unica lezione pacifica

capace di spiazzarli: smascherarli.

Ma come possiamo individuare il <doppiafaccista>?

-innanzi tutto non lasciandoci convincere troppo da chi ci fa lodi sperticate (l’amico sincero ci critica anche duramente o comunque ci incensa solo quando lo meritiamo davvero), a meno che non sia persona del tutto conosciuta e affidabile;

-poi prestando attenzione a ciò che dice degli assenti: il criticone, quello che taglia la giacca -come si suole dire- a chi non può difendersi, la lingua lunga che giudica facilmente, sono pronti a fare altrettanto con noi appena giriamo l’angolo;

-infine aguzzando la vista sulla sua espressione quando si congratula per un nostro successo: facile che il sorriso di bocca non coincida con ciò che dicono gli occhi!

Se riusciamo a individuarlo lo neutralizziamo con la nostra indifferenza, senza prestare il fianco ai suoi raggiri, prendendo le debite distanze.

Il nostro atteggiamento freddo basterà a fargli intendere che lo abbiamo appunto smascherato.

L’esperienza insegna che dietro questi loschi figuri si celino degli insicuri, dei rancorosi, degli irrisolti. Tutto sommato ciò dovrebbe spingerci a provare più pietà che rabbia. È pur vero però che infastidiscono, deludono e può capitare feriscano anche molto. Magari abbiamo dato loro credito, ci siamo comportati con slancio e disponibilità, ci abbiamo messo il cuore e tutto questo ce lo vediamo calpestato in un lampo scoprendo l’indegnità…eppure dobbiamo farcene una ragione.

Quelli con la doppia faccia non sono né pochissimi né pochi e con pazienza non ci resta che essere fieri e felici di non assomigliare loro. Delle volte davvero, pur se sembra una magra consolazione, ci conviene apprezzare le virtù che abbiamo e farcene forza per sopportare chi non le ha…