No, non intendo…”quel lato B”. Intendo la nostra faccia meno visibile, i pensieri nascosti, quello che siamo al di là del consueto, quello che neppure noi conosciamo davvero.

Come i nostri occhi che si svelano solo quando togliamo gli occhiali da sole.

In questi giorni sono a Bangkok, in Thailandia. Come sapete amo viaggiare e appena posso prendo un volo e giro il mondo. Ogni meta e ogni soggiorno è un’avventura differente perché differenti sono i luoghi, i costumi, gli stati d’animo, gli odori, i colori. Ma questa è solo una parte, dell’emozione e della lezione.

L’altra parte, il lato B, è che ogni viaggio è anche un’esplorazione di me stessa. Mi porta a scoprire che cambio, fuori dalla routine.

Non cambio solo perché non sono presa dalle incombenze, dai ruoli e dalle abitudini. Cambio perché guardo tutto e tutti, cambio perché sento una libertà diversa, cambio perché vivo la meraviglia e l’incanto di ogni piccola o grande sensazione.

Nel tempo è diventata quasi una necessità, avere un programma di partenze e posti da vedere. Oltre il desiderio ho insomma iniziato ad avvertire il bisogno. Come se allargare i miei orizzonti significasse anche mettere sempre più in luce il mio lato B.

Di ogni viaggio oltre alle esperienze, alla cultura, alle sorprese, vorrei portare a casa quel valore lì: quello dell’Antonella che respira le persone, i profumi, le voci, che cerca scambi e confronti, che si ritrova felice, curiosa, aperta, allegra.

Dalle spalle scivola via ogni ansia. Tolgo il piede dal freno e cammino leggera dal mattino alla sera.

È impossibile riprodurlo nella solita realtà?

Non lo so. Me lo chiedo e inseguo la possibilità. Sarebbe il vero plus da aggiungere alla bellezza di scorrazzare per il mondo. Perché in fondo mi accorgo che quel lato B è un patrimonio immenso, il tesoro che tengo dentro e invece dovrebbe essere cittadino di ogni frazione di Terra, anche quella in cui sono nata, abito o lavoro.

La ricchezza che acquisiamo quando usciamo dai nostri confini non dovrebbe rimanere lì ma seguirci. Plasmarci un po’ alla volta per farci essere migliori, più completi o più variegati…

Ci voglio provare davvero, ecco tutto. Avrà ancora più senso viaggiare! Sarà davvero una straordinaria crescita. Invece di sfogliare un album di foto avrò me stessa da mostrare in tutte le sue intense sfaccettature, anche quelle che normalmente resterebbero sepolte o tenute a bada.

Riflettendo su questo ho capito che forse è una cosa molto comune, quella del lato B celato, represso o mortificato. Capita per timidezza, per aderenza alle convenzioni, per paura. Credo invece non sia un’ombra o un lato meno nobile ma una parte della nostra essenza che, giustamente, reclama il suo posto al sole.

Voi in che relazione siete con lato A e lato B?

Vi sentite pienamente voi stessi ovunque?