Le difficoltà non mancano mai. Problemi, imprevisti e assilli sono all’ordine del giorno. Ogni volta è una prova di resistenza, una sfida, una cavalcata di ansia. Temiamo il peggio, abbiamo paura di non farcela, vorremmo sottrarci con una fuga.

Fa tutto parte della nostra umanità, della nostra sensibilità.

Tutto questo però alle volte diventa un freno, una specie di sfiducia soffocante, qualcosa che ci tarpa le ali, ci angoscia o ci rattrista.

Come se non nutrissimo mai abbastanza speranze, come se ogni intralcio fosse un limite invalicabile. E invece no!

Non è sempre facile saltare gli ostacoli, inutile negarlo. Sicuramente però sentirsi già dall’altra parte invece che paralizzati al di qua come se il balzo fosse impossibile aiuta tantissimo. Pensiero positivo? Possiamo chiamarlo pensiero positivo, possiamo chiamarlo ottimismo. Ma possiamo anche considerarla l’energia che ci deriva da un atteggiamento aperto e favorevole. Al catastrofismo opponiamo uno sguardo possibilista.

Tante volte, diciamolo, il peggio che temiamo non capita. Tante volte ci fasciamo la testa prima di averla rotta. Tante volte ci sottovalutiamo. Tante volte non risolviamo il rebus solo perché siamo troppo concentrati a pensare che non ne siamo capaci.

Il vero problema talvolta siamo noi perché siamo abituati a prendere un contrattempo, una preoccupazione, una questione da sbrigare, come un feroce colpo del destino. Ci lasciamo spaventare invece di ingranare la marcia e tentare l’avventura.

Più crediamo di non avere chances e meno ne abbiamo perché non le vediamo, non le cogliamo al volo, le neghiamo. Quando invece nutriamo sentimenti costruttivi e ci rappresentiamo mentalmente nella situazione già sistemata ecco là che intravediamo qualche strada!

So bene che alle volte ci sono cose più grandi di noi ma so altrettanto bene che altre volte siamo noi a ingigantirle chiudendoci nel nostro guscio.

Anche CHIEDERE AIUTO è un modo per saltare l’ostacolo. Non perché sempre lo troviamo ma perché ci alleggerisce l’idea di confidare un groppo in gola, dipaniamo un po’ la matassa già solo sputando il rospo, facciamo comunque un passo fiducioso che allenta il rischio della rassegnazione.

Invece di mettere il focus sul pericolo dell’ostacolo forse possiamo metterlo su ciò che di bello o buono ci sarà dopo averlo scavalcato!

Anche nell’orizzonte più nero c’è il sole e ricordarlo non è una sciocchezza da ingenui ma buon senso e amore per la vita. D’altra parte se non tutto è realizzabile, dobbiamo almeno metterci la nostra buona volontà per azzardare no?

La verità è che spesso il salto che non ci riesce

è quello che non abbiamo osato fare.

Il pessimismo, l’insicurezza e la paura giocano davvero tiri mancini. L’ostacolo è fuori dalla zona di comfort o ci sembra messo lì a farle un attentato. Ma quella benedetta e maledetta zona di comfort è anche il nostro limite…il limite che dobbiamo e possiamo sicurare. Insomma lui, l’ostacolo, alla fine è il nostro stimolo migliore!

Io sono brava e ho sempre l’istinto già ben oltre l’ostacolo? No, lo ammetto. Sto imparando, voglio imparare, devo imparare.

Un po’ come capita da bambini, quando tutto è da sperimentare con slancio e fiducia. Dalla bicicletta si cade eccome ma ci si rimette in sella e si pedala!