Certe volte dire NO è faticosissimo.

No, non posso.

No, non ci sono.

No, non sono d’accordo.

No, non voglio fare questa cosa.

Ognuno di questi no ci sembra una porta sbattuta in faccia a qualcuno, un’offesa, una mancanza di disponibilità, una dichiarazione di guerra. Tante volte nella vita tergiversiamo o accondiscendiamo solo perché quel NO ci fa sentire in torto.

Non vogliamo essere scortesi, non vogliamo deludere o siamo semplicemente imbarazzati a sottrarci a una richiesta che non ci garba ma arriva da qualcuno che ci è caro o vicino.

Diciamo SI per educazione, per umanità, per quieto vivere, per paura. Ma è un sì che in qualche misura paghiamo, talvolta pure caro. In fondo ci costringe a qualcosa che non vorremmo, a un disagio che avremmo volentieri evitato, a una situazione che può diventare pesante. E per di più ci snatura.

Dovremmo sempre sforzarci di trovare un equilibrio, per noi stessi e per gli altri. Non diciamo NO a una persona, diciamo no soltanto a una circostanza, a una domanda, a un momento. Non possiamo sentirci perennemente in colpa. Se non ci è proprio possibile, se davvero non ci fa piacere, se ci mette in discussione, siamo davanti a un sì impronunciabile.

Del resto non gridiamo un NO per cattiveria o indifferenza. Non vogliamo ferire, non vogliamo remare contro. Stiamo solo esprimendo un NO per qualche ragione reale: non accettiamo un invito perché abbiamo un altro impegno, non facciamo un piacere perché non abbiamo gli strumenti per farlo, non aderiamo a una proposta perché non è di nostro gradimento.

Io penso che a forza di dire SI che ci fanno stare male non combiniamo che guai. Io penso che qualche NO ci aiuti a rimanere autentici. Io penso che non possiamo soddisfare tutto e accontentare tutti.

Si tratta di accettare che così vanno le cose, che qualche NO è necessario.

Pensiamo ai NO che diciamo ai figli, anche quando ci si stringe un po’ il cuore.

Pensiamo ai NO che diciamo a condizioni ingiuste.

Pensiamo ai NO che diciamo per difendere i nostri valori e la nostra coerenza.

Questi possono insegnarci e rasserenarci. Dietro un no non è affatto detto ci siano egoismo o malvagità: molte volte ci sono principi e intenzioni che lo rendono l’unica risposta possibile.

Da over 50 ho fatto pace con molti NO. Forse qualcuno qualche volta è ancora lì che mi mette in agitazione ma cerco di non mollare…E voi come ve la cavate? Fate fatica, avete risolto ogni incertezza, vi lasciate guidare dall’istinto?

Se siete ancora in balia dei SI automatici che poi vi consumano dentro oltre ogni limite, direi che potete provare ad allenarvi con i piccoli NO quotidiani. Detti con dispiacere ma con determinazione, senza alcuna aggressività.

No, purtroppo non riesco a presenziare, ho già un altro appuntamento. Senza balbettare, senza usare toni duri, senza accampare mille improbabili scuse. Non cadrà il mondo.

E tenete bene in mente i NO buoni di cui dicevo sopra. Quelli ci mantengono saldi nel proposito di non cedere ai SI deleteri…