Mi sa che tutti, più o meno, avete presente quali sono le persone negative che rischiano di succhiare la nostra linfa vitale: i lamentosi ad oltranza, gli invidiosi, i pessimisti irriducibili, i polemici oltre ogni misura.

A volte sono persone ignare di esserlo, altre volte sono vere sanguisughe che si nutrono del fastidio che arrecano.

Ci mettono in difficoltà, generano ansia, attentano al nostro umore.

Perché? Perché sembrano essere più forti di noi. In effetti sono nocive perché glielo permettiamo, ci procurano stress perché diamo loro spazio e importanza.

Sanno come colpirci, ci mandano in bestia, affliggono il nostro morale. Come se fossimo alla loro mercé: noi vittime, loro carnefici.

Se non possiamo cambiare loro, possiamo cambiare il nostro approccio:

PONENDO DEI PALETTI

Le persone avvezze ad autocommiserarsi ci vorrebbero a disposizione nella loro stessa versione: avvitati intorno alla negatività a vedere solo le cose brutte del mondo. E invece no. Ascoltiamo per educazione, ascoltiamo per conforto, ascoltiamo per stimolo. Poi dobbiamo allontanarci. Se non se ne fanno niente del conforto e dello stimolo, procediamo oltre, proseguiamo la nostra vita da persone positive. Non possiamo lasciarci inghiottire dal circolo vizioso di chi si crogiola nei problemi e non vuole immaginare soluzioni.

Non è detto imparino la lezione ma, almeno, ci sottraiamo alla loro influenza.

RAZIONALIZZANDO

Le persone che vedono congiure ovunque, che trovano il risvolto marcio in ogni cosa, che colgono nemici in tutti, spesso stanno solo…”delirando”. Insomma amano il torbido, sono emotivamente complicati, cervellotici o irrisolti, non è affatto necessario imbarcarsi in inutili, oltre che estenuanti, confronti. Ne usciremmo semplicemente vinti e sfibrati. Molto meglio prendere elegantemente le distanze non dando valore a ciò che non lo ha, non infilandosi in discussioni sterili, non pretendendo di smontarli.

DANDOCI UN OBIETTIVO

Con l’aizzatore di rogne di turno, il boicottatore seriale, il problematico, il pignolo professionista dell’intralcio, potrebbe toccarci di lavorare, di convivere fianco a fianco per un progetto, di avere un viaggio da affrontare insieme. Non è una fantastica prospettiva ma capita e si può gestire. Come? Dandoci un obiettivo. Non arriveremo mai a essere amici, ad avere un meraviglioso feeling, a vivere un idillio di collaborazione, ma possiamo indirizzare il rapporto in maniera concreta ed efficace. La prima cosa da fare è tenere serenamente a bada le proprie emozioni negative ovvero disinnescare la miccia dello scontro ma, nello stesso tempo, tenersi fermi e chiari sulle proprie idee. La seconda è non cedere alle provocazioni ma non transigere di un millimetro sul buon esito dell’esperienza comune. Quindi? Quindi fare esattamente il contrario di quanto fanno loro ovvero ESSERE POSITIVI E CONCENTRARSI SULLE SOLUZIONI INVECE CHE SUI PROBLEMI.

TROVARE UN BUON EQUILIBRIO

Come dicevo, le persone negative spesso trovano in noi “terreno fertile”. Magari per insicurezza, per debolezza, per sensibilità e disponibilità. Forse riescono a incrinare la nostra quiete e il nostro ottimismo, forse fanno breccia in un momento di affanno. Tutte le buone strategie per tenerle al loro posto e fare in modo che non invadano la nostra vita saltano se non abbiamo una solida considerazione di ciò che siamo e possiamo, se non facciamo cordone con persone positive, se lasciamo che i nostri limpidi pensieri siano inquinati dai dubbi e dai tormenti dei guastafeste.

Dunque investire sulla consapevolezza di sé, sulla gestione delle proprie emozioni, sul proprio stato di benessere, è fondamentale!

Allora, Amiche e Amici, guai a riconoscere alle persone negative il potere di mandarci in tilt. Dentro di noi dobbiamo curare con grande attenzione la nostra positività. Se non possiamo trasmetterla possiamo almeno usarla come scudo!