Forse con qualche momento di ansia abbiamo tutti confidenza, purtroppo. Talvolta ci sono situazioni che mettono naturalmente in agitazione e in apprensione.

Diverso è ovviamente il caso di chi ha un problema più grosso, di ansia. Uno stato generalizzato e persistente, un vero disturbo che arreca un brutto disagio.

I sintomi possono in ogni caso essere tanti e fastidiosi. Dallo stato continuo di allarme, insonnia, irrequietezza, paura di perdere il controllo, difficoltà di concentrazione e tensione a disturbi fisici come la tachicardia, il senso di soffocamento, una sudorazione eccessiva, il mal di stomaco, il tremore.

Quel <nodo alla gola>, occasionale, frequente o perenne che sia, è davvero una sensazione terribile.

Non ho le competenze per trattarne e mi guardo bene dal farlo, ci mancherebbe.

Leggo però di milioni di persone che ne soffrono e questo mi fa pensare a quanto bisogno abbiamo di parlarne e di capire.

Una condizione diffusa di allerta psico-fisica merita delicata attenzione. A livello personale l’unica grande riflessione che posso fare è che il passo imprescindibile per alleviare, gestire o curare l’ansia è riconoscerla.

Sottovalutare i segnali, rifiutarsi di ammetterli, cercare di tenerli a bada senza indagarli opportunamente non aiuta. E presumo non sia giusto.

Le piccole inevitabili ansie sono di per sé umane ma quando superano quella soglia o durano nel tempo meritano qualche intervento.

Forse dobbiamo anche imparare a usare i termini in maniera adeguata. “Ho un’ansia…” certe volte è un modo di dire, altre volte è un s.o.s.

L’argomento mi riguarda da vicino e forse sono dunque particolarmente sensibile. Credo però interessi tutti confrontarsi e capire, no? Mi chiedo se è anche un disturbo aumentato di proporzioni negli ultimi anni, legato al nostro modo di vivere e alla nostra cultura.

Voi cosa ne pensate?

E…ve la cavate o vi capita proprio di star male?