Sapete che tengo molto ai sogni. Bisogna sognare, sognare in grande e ad occhi aperti. Con fiducia, speranza, entusiasmo.

E sapete anche che ritengo si debba vivere appassionatamente. La passione come gioia, determinazione, responsabilità, la passione come energia, piacere, stimolo.

Stiamo iniziando a uscire da un terribile periodo in cui ci siamo resi conto che tutto può cambiare radicalmente e improvvisamente.

Questa mi sembra un’occasione anche per riflettere sulle nostre inclinazioni. Magari non badiamo mai a risparmiare qualcosa per eventuali emergenze. Magari, al contrario, accumuliamo con prudenza limitando tutto ciò che possiamo godere oggi. Insomma ci comportiamo come cicale o come formiche.

Le cicale se la spassano nel presente: si riposano e si divertono senza preoccuparsi del domani. Le formiche, operose e accorte, pensano a procurarsi sicurezza per i tempi difficili.

Esopo raccontando questa favola voleva esortare a impegnarsi e a essere laboriosi e previdenti perché i risultati arrivano solo se ci siamo dati da fare. La cicala e la formica sono naturalmente prese come estremi per far cogliere il messaggio. Tra noi, animali a due zampe, ci sono sicuramente più sfumature comunque possiamo sentire di assomigliare più a una o più all’altra.

Non è un piccolo tema, tutt’altro.

Se il presente è l’unico vero tempo nel quale possiamo calarci pienamente, è giusto darsi troppa pena per il futuro? D’altra parte è giusto prendere ogni giorno come se fosse l’ultimo o l’unico e ritrovarci a pentircene domani?

Certe volte, diciamolo, ci pentiamo di aver sperperato oppure di aver rinunciato a qualcosa facendola sfuggire per sempre.

Una favola per bambini può consegnarci una morale difficile da gestire anche da adulti!

Quando tutto va bene è difficile fermarsi di fronte a un desiderio e forse siamo portati, ottimisticamente, a non temere per il futuro. Quando le sicurezze vacillano siamo più portati a frenare le smanie, a diventare oculati, a fare scorta di ciò che potrebbe servirci. Ma resta il fatto che il nostro carattere è fondamentale. Il nostro istinto ci spinge talvolta in una direzione che fatichiamo a controllare.

Voi come vi sentite? Più cicale o formiche?

Me lo chiedo, ve lo chiedo, chiediamocelo. Perché sarebbe bello trovare una sorta di saggio equilibrio, qualcosa che ci faccia liberamente vivere e sognare ma nello stesso tempo non ci faccia trascurare quel grande valore della costruzione che Esopo ci ha insegnato.

Voi ci avete pensato in questo periodo? Può darsi che la pandemia abbia portato nella nostra quotidianità anche questi pensieri, queste considerazioni. Qualcuno sarà arrivato alla conclusione che è meglio respirare tutto il possibile quando c’è visto che può capitarci di essere travolti e perdere tutto, qualcun altro viceversa avrà rivalutato la mentalità della formica, attenta e giudiziosa anche se meno vivace e simpatica dell’allegra cicala.

Che ne dite?

Aiutatemi a decidere da che parte stare!