Che cosa vuoi da me

Che cosa vuoi da me

Cosa ti aspetti dentro te

        Che tanto non lo sai

        Tanto non lo vuoi

        Quello che cerchi tu da me

Che cosa vuoi per me

Che cosa vuoi per te

“Che cosa vuoi da me” è la canzone portata da Loredana Bertè al Festival di Sanremo 2019.

È tornata, Loredana Bertè. Con la sua grinta e la sua originalità. Con la sua voce graffiante, con la sua passionalità.

È tornata con una domanda ripetuta e urlata che è entrata subito nel ritornello dei pensieri quotidiani di tutti. Non è solo veloce da memorizzare, ha la forza di qualcosa che più o meno tutti nella vita ci siamo chiesti, ci chiediamo o ci hanno chiesto.

Presumo alluda a desideri e aspettative d’amore. Del resto però con quella voce e quella veemenza potremmo sbattere la domanda sul muso di quelli che ci torturano o delle cose che ci tormentano. L’amica del Mollia Style Maria Filomena mi ha suggerito di gridare “Che cosa vuoi da me” all’ansia…

Mi ha colpito, ci ho pensato.

Forse è una grande idea talvolta sfogare con una canzone la rabbia, il malessere, il fastidio, lo smarrimento. In effetti ci fa più male quello che teniamo dentro, quello che non manifestiamo, quello che non diamo in pasto a una strofa cantata a squarciagola.

Così mi è venuto in mente quanto bene ci fanno certi brani e certe musiche. Quanto a volte ci immedesimiamo in una frase o in una melodia. Quanti sentimenti e quanti stati d’animo possono essere comuni, fantastici o strazianti per ognuno di noi.

Che cosa vuoi da me? Quante volte vorremmo domandarlo, all’angoscia, alla sfortuna, alla tristezza? Quante volte vorremmo domandarlo a qualcuno o a qualcosa che sembrano accanirsi contro di noi?

È tornata, Loredana Bertè. Con i Boomdabash e in versione solista. E con lei un po’ di quella forza fragile, travagliata e meravigliosa delle Donne che lei rappresenta benissimo.