Il 2020 purtroppo è un anno davvero memorabile.

La mia regione in questi giorni è stata duramente colpita dal maltempo come del resto è avvenuto in altre zone. La spada di Damocle del Covid 19 ci prova poi da mesi e anche chi non ha avuto vittime vicine non fa che accumulare dispiacere e preoccupazione.

Tutte le incertezze che gli eventi drammatici portano con sé non sono facili da gestire. Non generano solo paura o tristezza, seminano una sensazione di impotenza e smarrimento.

Ci siamo dentro tutti. Sconcertati e talvolta frenati.

Avverto tensione, come ognuno di voi. Ho pensato tanto a tutto ciò che è saltato, a ciò che sospeso o rinviato, a ciò che non sarà più come prima, a ciò che tentiamo di fare per adeguarci giorno dopo giorno a quello che succede.

Ho pensato anche che talvolta è proprio quando perdiamo qualcosa che ci rendiamo conto di quanto valeva. Quando siamo costretti a cambiare le nostre abitudini, ci mancano anche le piccole cose che davamo per scontate. Quanto qualcosa di grave si abbatte nella nostra quotidianità, ci scopriamo fragili, piccoli e precari.

Il senso di precarietà non è facile da accettare. Tutt’altro. Eppure ha i suoi risvolti positivi, le sue grandi lezioni, la sua profonda bellezza, la sua immensa saggezza.

Tutto può finire. Tutti noi abbiamo una sconosciuta data di scadenza.

Perciò vorrei imparassimo ad affrontare la nostra esistenza con la consapevolezza che cogliere e godere l’attimo è proprio essenziale. Che talvolta ci arrabbiamo o scalpitiamo per ragioni sciocche. Che spesso ci facciamo sfuggire la magnificenza della “normalità”.

Nessun giorno è uguale all’altro, ogni mattina porta con sé un particolare miracolo, il proprio momento magico, nel quale i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle.

(Paulo Coelho)

Non ci resta ora e sempre che…PROVARE A VIVERE. Vivere intensamente. Riempiamoci gli occhi e il cuore di gioia, Amiche e Amici. Rialziamoci ad ogni caduta. Accorgiamoci dei privilegi che abbiamo, piccoli o grandi.

Magari dovremmo lamentarci meno e apprezzare di più tutto ciò che è possibile respirare. Forse siamo noi l’unica forza dell’universo che qualche volta pecca profondamente di distrazione e superficialità…

Siamo Uomini e Donne in cammino, nonostante la fatica, le salite e gli ostacoli. E se fossimo più disponibili a darci la mano qualche volta il nostro affanno sarebbe dimezzato.

Io lancio un appello a me stessa e agli over come me. La vita non può essere sciupata. Mai. E visto che non ci è dato conoscere quanto tempo abbiamo, ci spetta impegnarci a non sprecarne. Tutto può finire, è vero…ma fin quando c’è, dobbiamo tenerlo stretto e caro.