«La calma è la virtù dei forti», recita la saggezza popolare. Una saggezza impossibile da demolire perché in effetti la vita ci dimostra che mantenere la calma significa non scivolare sulla prima classica buccia di banana che si trova sul nostro cammino, trovare più facilmente soluzioni a un problema, mantenere i nervi saldi quando ci vogliono lucidità e ragione per prendere una decisione.

Perdere la calma non fa che confonderci. Perdere la calma manda in tilt la nostra bussola. Perdere la calma spesso consegna le chiavi della vittoria al nemico.

Ma è facile?

No, non lo è. Alle volte l’impresa sembra addirittura impossibile.

E capita per motivi differenti. A volte il cattivo consigliere è il panico, quello che ci istiga a reazioni inconsulte. Altre volte è la rabbia per qualcosa che ci offende o ci indigna. Altre volte è quello smarrimento di cui finiamo vittime quando siamo sotto stress, bombardati da troppi input.

Saltiamo su inferociti per poco o nulla, ci facciamo prendere dalla paura, ci agitiamo in maniera scomposta.

In verità è umano perdere la calma proprio perché sono umane le debolezze.

Però credo sia nostro dovere e potere cercare di porre un limite, alla nostra umana e rispettabile fragilità. Abbiamo cuore e testa per pesare quello che succede, per frenare il nostro istinto, per dare una regolata ai nostri moti di stizza.

Se ci fermiamo a riflettere, spesso perdiamo le staffe appunto perché siamo stanchi e sovraccaricati di pressioni oppure perché mal sopportiamo gli attacchi che riteniamo ingiusti oppure perché ci ostiniamo contro qualcuno invece di comprendere che non ne vale affatto la pena o che non è affatto opportuno farlo.

Dovremmo imparare a contare fino a 10 per far sbollire l’impulso di uno scatto forsennato, come ci consigliavano genitori e nonni.

Dovremmo imparare a prendere le distanze da quello che attenta alla nostra calma per ridimensionarlo e vederlo sotto un’altra luce.

Comunque mi sono resa anche conto che frequentemente chi perde la calma con gli altri ha conti irrisolti con se stesso. Quasi come se avesse dentro qualche furia latente, un’insoddisfazione lacerante.

Non traggo grandi conclusioni, forse solo una lezione. Possiamo ammettere l’attimo, quello in cui perdere la calma appunto è umano. Ma l’attimo dopo dobbiamo subito correre a recuperarla, come si fa con la pazienza.

La calma infatti è una lente di precisione ma è anche un vigoroso rasserenante.

Con calma facciamo scelte efficaci. Con calma gestiamo situazioni complicate. Con calma prendiamo il largo da chi vuole disturbarci. Con calma ricollochiamo le difficoltà nelle loro autentiche dimensioni.

Confesso che la inseguo sempre ma non sempre l’acchiappo!

Ebbene sì, la perdo pure io. Neanche la maturità degli over 50 mi ha aiutato a trovare pacatezza e autocontrollo pieni e inossidabili…Ma non mollo. Ci provo e ci riprovo, li tengo in cima alla lista degli obiettivi da raggiungere.

Anche perché, detto tra noi, ho scoperto che la calma sfianca e atterra gli animi irascibili, gli invidiosi, i polemici, gli intolleranti, i provocatori. Ve lo immaginate quindi quanto gusto c’è con tali soggetti a mantenere la calma?

Detto ciò mi piacerebbe sapere in che rapporti siete voi, con la calma. Quanto sapete tenere a bada la foga e quanto invece siete irritabili.