Al bianco, al nero e al grigio aggiungerei pure delle belle tinte sgargianti, a contrasto. Non note stonate ma splendide differenze, sfumature, peculiarità!

Magari perfino l’amor di look potrebbe insegnare. La vita non è a tinta unica, ci sono infiniti colori e infiniti toni. E così come l’arcobaleno è multicolor, il bel tempo e la tempesta hanno le loro stupefacenti cromie.

Non è sempre “o bianco o nero”: tutto è relativo, se vogliamo ben vedere.

Talvolta ci appassioniamo così tanto a un’idea, ci invaghiamo così tanto di un’opinione, ci accaniamo così tanto su un concetto, che rischiamo di diventare cocciuti, ciechi, sordi alle miriadi di possibilità diverse.

È una fermezza che può risultare un limite.

Al cavallo il paraocchi serve a non distrarsi dal cammino. Noi invece dobbiamo guardare ovunque, goderci il panorama, valutare le alternative, imboccare strade non battute.

Alle volte insomma più che sfidare gli altri dobbiamo osare sfidare noi stessi, le nostre convinzioni troppo ferree, le nostre chiusure. Come mescolare le carte del mazzo per evitare di tirar fuori sempre le stesse. Possiamo affezionarci al bianco o al nero, senza peraltro disprezzare l’uno o l’altro, senza escludere possa esistere altro oltre ciò a cui siamo abituati.

Non significa essere deboli. Tutt’altro. La forza di sostenere qualcosa sta anche nella capacità di rispettare il suo contrario o una sua variante. Possiamo forse crescere e sapere se ci lasciamo trasportare da testardaggini furibonde? No, mai.

L’apertura mentale è patrimonio inestimabile dell’umanità. Come i colori della tavolozza di un pittore, libero di usare solo il bianco o il nero ma non per questo insensibile a quello che ha scartato. Si tratta di gusti, momenti e situazioni. E come tutti i gusti, i momenti e le situazioni, possono cambiare.

Ricordiamolo.