Ci sono momenti nella vita in cui l’unica alternativa possibile è perdere il controllo…(Paulo Coelho)

Il rischio di essere ‘perfetti’ non lo corriamo, questa è proprio una certezza!

Abbiamo però, sovente, l’illusione di curare le cose, in modo perfetto. Una smania di controllo, forse. Uno zelo ingombrante. Un modo per tenere testa all’insicurezza, magari.

Io me ne accorgo, altroché se me ne accorgo, quando sono un po’ maniacale.

Non mi accontento, mi innervosisco.

Ma…ma dovrei iniziare a usare il passato. Eh sì, voglio imparare a scrollarmi di dosso un po’ di frenesia da precisione. Concetti scivolosi, molto scivolosi. Altro che saponetta sul pavimento! Precisione, perfezione, controllo, possono essere in realtà terribili incubi o assurde sciocchezze. Tendere a essere e a fare bene è un sano proposito, torturarsi con quelle tre parole pesanti è tutt’altro: un equivoco, una pretesa o, paradossalmente, un freno.

La vita è tutto fuorché perfetta ed è magnifica nella sua imperfezione, no?

E allora vivere, sotto la perenne luce del glamour cuore&cervello, significa avere un’imperfezione nel fianco come stimolo non come ossessione!

Qualcosa che possa ispirarci a migliorare. E anche qualcosa che ci dobbiamo ‘perdonare’ perché fa parte di noi.

Ecco, la saggezza dopo i 50 anni è anche questo. Voglio rilassare i miei assilli perché tutto sia impeccabile. E, udite udite, anche allentare la morsa sulla mia ‘estetica’.

Calma, spiego bene. Non ho alcuna intenzione di rallentare la cura di me stessa: giammai! Sono fermamente decisa, se mai, ad affrancarmi dall’ansia del risultato.

È il cammino del ben-essere e del pensiero positivo a incamminarmi sulla via free and smart di un lifestyle sereno e portentoso. Già, portentoso.

E poi, diciamo la verità, cosa capita se non è tutto ‘perfetto’?

Di solito niente e qualche volta, addirittura, l’improvvisazione, il caso, la tenera e umana imperfezione fanno faville!