In questo periodo fragile sono mancati e mancano i baci e gli abbracci.

Quelli a chi ci ha lasciato, innanzi tutto. In una solitudine straziante.

Quelli a chi ha sofferto una perdita che, l’ironia di una sorte maligna, ha lasciato in balia di un dolore amplificato oltre ogni umana misura.

Quelli tra tutti noi, costretti alla precauzione, alla lontananza, all’isolamento.

I baci e gli abbracci dell’affetto, del conforto, della comprensione. I baci e gli abbracci dell’allegria e della condivisione.

Ci sono mancati e ci mancano.

Come ogni cosa che apprezziamo e sogniamo quando non abbiamo o ci è impedita, oggi la carenza di baci e abbracci è come un vuoto che non vediamo l’ora di colmare. Vogliamo tornare a un tempo in cui siano possibili. Vogliamo tornare a stringerci con forza, a stare vicini, a manifestare il nostro amore, la nostra amicizia, la nostra simpatia.

È uno di quei momenti in cui rivoluzioniamo bisogni e desideri. Uno di quei momenti in cui i gesti e le parole che ci scivolavano addosso come normali, ci appaiono in tutta la loro importanza, in tutta la loro potenza. La nostra sensibilità e la nostra serenità vacillano, siamo più vulnerabili, perché loro -i baci e gli abbracci- sono il carburante della nostra forza.

Mi rendo conto che stiamo vivendo una condizione che non avremmo mai potuto immaginare di vivere. Come in apnea. In attesa di una sorta di liberazione. Stringiamo i denti, cerchiamo conforto nella speranza, proviamo a non abbatterci, ma un po’ di smarrimento è inevitabile.

I baci e gli abbracci sono il richiamo emotivo a una quotidianità che riempivamo di relazioni, di complicità, di scambi. Una quotidianità ricca di piccoli e grandi istanti di intensità. È terribile questa pausa. Oh certo, se stiamo bene in salute non dobbiamo lamentarci, dobbiamo resistere, dobbiamo portare pazienza e rispetto per chi ha dolori più laceranti. Eppure, nonostante l’ottimismo, avverto quel buco. Quel buco di baci e abbracci. Penso che quando arriveremo al sicuro non dovrò dimenticarmene. Penso che quando arriveremo al sicuro dovrò andare a dispensare baci e abbracci alle persone care. Penso che quando arriveremo al sicuro dovrò far caso, con energia e gratitudine, a tutti i baci e a tutti gli abbracci.

Forse anche questa è una delle tante lezioni del Covid-19.

Ci mette a dura prova ma se riusciremo a superarla avremo almeno imparato a rispettare l’aria sacra dei nostri valori essenziali.

Devo ammettere che mi commuove, tutto questo.

Siamo stati letteralmente catapultati in un altro mondo e in qualche modo dobbiamo attrezzarci per accettare la durezza di questa esperienza. Forse mi sentirei meglio se potessi abbracciare chi sta più male di me, chi sta aspettando un bacio o un abbraccio di consolazione e di solidarietà.

Magari anche questo è un messaggio del Covid-19.

Ci vuole migliori?

Ci vuole più capaci di baci e abbracci?