Quante volte nei giorni che si susseguono nella solita routine aspettate qualcosa di sorprendente? Quanto vi stupiscono un regalo, un gesto inatteso, un’occasione improvvisa?

Molte volte le cose belle stanno proprio nella sorpresa! Quella che provano i bambini con gli occhi pieni di felicità quando scartano l’uovo di Pasqua o il pacchetto trovato sotto l’albero di Natale. Quella che ci strappa il sorriso. Quella che ci arriva addosso come una ventata di allegria.

Talvolta ci spiazza addirittura.

Capita se la sorpresa è grande, se non era neanche nelle nostre più brillanti immaginazioni.

Il gusto di godersela è magnifico. Lo è altrettanto quello di farla. A me sembra come una luce che si accende nel cuore della notte. Forse fa sobbalzare, poi quando si svela nella sua positività, è un tuffo nella gioia! È come il botto del tappo che annuncia il brindisi, che prelude alla festa, che fa scoccare il giro di sorrisi.

Certe volte certe sorprese sono così importanti e così preziose che credo dovremmo perfino imparare a farle a noi stessi.

Sono moti del cuore. Sono abbracci che ci permettiamo. Sono piccoli riconoscimenti che ci diamo. Sono istanti di felicità. Sono vita che scorre e si rinnova. Sono anche impegni che rispettiamo: impegni verso ciò che siamo e ciò in cui crediamo. È come scoprirci sorprendenti!

Vale più di ogni altro grande risultato perché è un’emozione profonda, che si spande intorno a noi, che lascia un segno, che ci fa esultare. La SORPRESA è di per sé un pensiero che si fa largo, che rompe le righe, che fa venire i brividi di contentezza.

Talvolta può innescare una fantastica reazione a catena, vero? Sì, perché le sorprese brillano, suonano, scuotono! Sono colori, le sorprese.

 

Io ne ho meditata una. Una che considero speciale. L’ho meditata per me, per voi, per i senza età. La scoprirete presto.