Perché tante critiche e tante polemiche? Perché tanto inutile e sciocco sarcasmo sul fatto che sia una “influencer”? Perché?

Non aveva grande bisogno di pubblicità ma, in questi mesi, la sua popolarità è cresciuta. Alla faccia di chi non la sopporta o di chi non digerisce le nuove frontiere della comunicazione e dell’imprenditoria digitale.

Qualcosa non si perdona, alla bella e brava Chiara Ferragni: il successo. Che si spenda in aiuti durante la pandemia di coronavirus, che giri l’Italia promuovendone arte e bellezza, che usi la sua faccia per messaggi positivi, c’è sempre un dito puntato contro di lei. Quasi come non si riuscisse a perdonarle che trasforma in oro tutto ciò che tocca, che si fa interprete di missioni importanti, che esprime valori che sembra impossibile riconoscere a chi è ritenuto famoso per la moda.

Può darsi che qualcuno pensi sia ispirata solo da ragioni di profitto, che si muova con una strategia ben precisa, che tenga sempre i riflettori puntati di sé…e allora? È capace di farlo. Sa interpretare i bisogni e i desideri, cavalca l’onda giusta, arriva dove altri non arrivano. E sa reggere un ritmo e uno stile che non sono né semplici né facili.

Trovo assurdi, sterili o pretestuosi, i polveroni mediatici. A meno che, appunto, non si voglia soltanto fare il gioco della sua fama. Ma l’invidia, quella no, è intollerabile. Si legge in quella maligna ironia in cui la si bolla di “far niente”.

Credete davvero possibile “fare niente” e avere milioni di persone che applaudono? No, non lo è. E ora più che mai ha dimostrato una lungimiranza da chapeau, se proprio non vogliamo considerarla partecipazione emotiva alla situazione di questo periodo…

I trovo che l’impegno della Ferragni, anzi dei Ferragnez, sia comunque un modello da guardare con rispetto e attenzione. Dobbiamo forse comprendere che se lei centra il bersaglio abbiamo qualcosa da imparare.

Non mi piace la posizione di chi giudica i suoi seguaci dei decerebrati. Non mi piace affatto, è un giudizio frettoloso, ingiusto, superficiale e anacronistico. Lei vive qui e ora. E qui e ora lei sa muoversi benissimo.

I risultati del resto parlano chiaro. Chi vuole scagliarsi contro dovrebbe essere altrettanto in grado di produrne. Se molti giovani hanno conosciuto gli Uffizi grazie a lei non è una sua colpa…anzi, resta un titolo di merito. Sono altri, se mai, a doversi interrogare su questa lacuna!

Infine, suvvia, in questo momento l’Italia e il made in Italy devono essere sostenuti da tutti con ogni mezzo. Ciascuno scelga il migliore per farlo.