Ci viene in mente solo il nostro coetaneo un po’ impacciato a un appuntamento galante? No, entriamo in ansia da prestazione sul lavoro, in famiglia, con gli amici, la domenica sugli sci.

Siamo in ansia da prestazione per carattere. Siamo in ansia da prestazione quando non vogliamo deludere, quando temiamo il giudizio altrui, quando non vogliamo ammettere cedimenti.

L’amore? Il senso del dovere? La fierezza? L’insicurezza?

Tutto può mandarci in ansia da prestazione. Perché siamo poco indulgenti con noi stessi, perché teniamo molto alla considerazione altrui, perché abbiamo bisogno di veder confermato ciò che sappiamo essere e fare.

Il problema è la soglia!

Tutto bene fino all’ansia da prestazione stimolante: quella della nostra passione, della nostra responsabilità, della nostra generosità. Tutto male quando ci infliggiamo un perenne tour de force, quando scivoliamo nello stress negativo, quando lottiamo contro la nostra smania di perfezionismo o la paura di sbagliare e di non essere ‘abbastanza’ (abbastanza bravi, abbastanza competenti, abbastanza piacevoli…).

Dare il meglio, fare il possibile, impegnarsi al massimo…sono frasi ricorrenti nel nostro vocabolario mentale? Valori belli e importanti. Molto belli e molto importanti. Ma solo quando sono positivi, quando ci fanno stare bene, quando significano rispetto degli altri, di sé e della vita, quando esprimono i nostri buoni principi. Quando diventano tortura e tormento bisogna correre ai ripari, fare una frenata, cercare un momento di relax. Rientrare nella condizione umana di poter sbagliare, di non essere all’altezza di tutto e di tutti, di avere dei sacrosanti limiti, di non essere sempre pronti, scattanti e brillanti.

Perché oggi chiacchiero di questo? Perché mi piacciono un sacco le persone che trovano un sereno compromesso con se stesse, quelle che danno tantissimo ma sanno anche allegramente allargare le braccia e ammettere che più in là non riescono ad andare. Sono quelle che sanno chiedere aiuto, ridere quando si dimostrano delle frane in qualcosa, arrossire dolcemente davanti al piccolo imbarazzo di uno scivolone. Si misurano alacremente con il possibile ma non pretendono di essere geni dell’impossibile. Non devono essere le prime della classe a tutti i costi e mostrano con grande onestà le fragilità e le debolezze.

Sono simpatiche vero?

Attenzione: non fanno economia di energie, non svicolano, non sono avare di slanci. Tutt’altro. Semplicemente non accumulano ansie da prestazione!

E noi…ansie da prestazione ne abbiamo?!?!?