Come farci contagiare dall’allegria e dallo zelo dei magnifici sette nani della nostra memoria di bambini?

Come facciamo a riprendere il lavoro dopo la pausa vacanziera senza il muso lungo, il morale sotto i tacchi e il pensiero appiccicato al relax?

È da sempre suggerito un rientro graduale ovvero un ritorno a casa un paio di giorni prima della ripresa lavorativa. Due giorni ci consentono di disfare i bagagli, lavare, stirare e riporre un tot di capi, di riprendere la connessione con i nostri luoghi e ritmi, di prepararci mentalmente al gong di partenza.

Questo è un escamotage pratico molto utile ma mi piace pensare più che altro a come predisporre lo spirito. Se la nostra occupazione ci gratifica e ci appassiona non abbiamo grande bisogno di risollevare il morale con il cric, dobbiamo solo rimetterci in confidenza con orari e impegni. Se la nostra occupazione o quello che ci aspetta in ufficio, azienda, negozio, ecc. non è proprio idilliaco, siamo più destinati a trovare il fatidico giorno di ritorno in azione come traumatico.

E allora?

E allora dobbiamo prenderci il tempo di una pausa a tu per tu con noi stessi. Non serve un ulteriore periodo di ferie, tranquilli! Basta mezza giornata o magari solo qualche ora. Qualche ora per riepilogare:

-i validi e buoni motivi per cui tirar fuori l’allegria e lo zelo dei sette nani

-le energie accumulate con il riposo vacanziero

-le ragioni essenziali per cui non rovinarsi l’umore, i buoni propositi, le capacità

Mi spiego meglio?

Innanzi tutto dobbiamo riuscire a fare tesoro della vacanza in termini di forze e positività. Poi dobbiamo tenere ben presenti le cose buone legate al lavoro, quale esso sia (le vacanze stesse ci sono consentite dal lavoro, no?), dobbiamo metterci in mente piccoli e grandi obiettivi che sappiamo di poter raggiungere sul posto di lavoro in maniera da svegliare e canalizzare entusiasmo e concentrazione e…, soprattutto, dobbiamo spolverare e sfoderare il meglio di noi!

Come?

Forse non lavoriamo nel ruolo che fa per noi, forse l’ambiente non è di quelli che gradiamo di più, forse abbiamo capi, soci, colleghi con i quali non tutto fila liscio ma…ma abbiamo una coscienza, un carattere, un’intelligenza, una competenza, una volontà, dei quali rispondiamo a noi stessi prima e più che a chiunque altro.

Se abbiamo la consapevolezza che tutto ciò che siamo e facciamo bene ci fa anche stare bene torneremo puntuali e pimpanti al dovere con un tenace senso di piacere!

Cosa? Sento qualche mugugno. Se non bastano tutte queste eccellenti determinazioni e siete proprio arcistufi, demotivati, arrabbiati, avviliti…vi resta ricordare che non siete un profilo professionale, una posizione lavorativa, un numero identificativo, una mansione, un ente o una fabbrica di riferimento. Siete voi! Siete molto altro e la vostra vita è molto altro. Avete l’amore magari oppure dei sogni o mille talenti o super amici. Ecco, trovate altrove il centro dei vostri equilibri. Trovatelo per non smarrirvi, trovatelo per non drammatizzare, trovatelo per conservare la vostra verve.

Auguri a tutti. A chi parte e a chi fa ritorno.