Tu agisci (e re-agisci) di pancia o di testa?

Pensare e rispondere “di pancia” significa essere guidati dall’istinto, pensare e rispondere di testa esprime razionalità.

Quello che buttiamo fuori di pancia non è filtrato, è immediato. L’iper-connessione all’emotività fa parlare di getto, in base alle percezioni del momento. Quello che invece manifestiamo di testa è il risultato di una riflessione.

Io che sono di natura impulsiva, spesso agisco di pancia.

In un certo senso, sebbene capiti di pentirsi, la pancia è la nostra verità. Sputa il rospo in libertà, vive l’attimo, non si fa condizionare, non elabora.

La testa però, bisogna ammetterlo, è anche quella che in molti casi fa da “regolatore”: ci impedisce reazioni scomposte, esagerate, inopportune. Mette quella distanza che ridimensiona l’impeto fuori controllo.

Non c’è comunque, credo, un modo migliore: di pancia o di testa è questione innanzi tutto di carattere e forse di situazione. Sicuramente ci sono alterazioni umorali come la rabbia o l’indignazione che possono premere l’acceleratore sulla pancia. Così come ci sono dimensioni più tranquille nelle quali la pancia riesce a contenersi e a lasciare che sia la testa a prendere posizione.

Confesso che a volte sono davvero troppo sanguigna e irruenta. Lo sono per amore di schiettezza ma non voglio con questo giustificarmi in assoluto…capisco che in molti casi sia bene prendere tempo, armarsi di pazienza e azionare il lume della ragione.

Però un po’ di reazione di pancia sono felice di conservarla. Penso continui a fare di me una persona genuina e diretta, che non maschera gli stati d’animo, che mostra esattamente il proprio punto di vista e le proprie sensazioni. Ecco, diciamo che quelli solo testa a me un po’ di dubbio e di timore li incutono perché mi arrivano meno “umani”, meno “carnali”. Riuscire sempre a ponderare e calibrare ogni azione e ogni reazione è qualcosa che mi sembra appartenere più a una fredda macchina che a una creatura vivente.

Riconosco grande valore al <senso della misura> ma credo sia naturale che alle persone scappi di bocca la frase brusca al volo, un urlo, una brutta occhiata o no?

Sono segnali di trasparenza.

Dicono ci sia una terza inclinazione: quella dell’azione o reazione “di cuore”. In questo caso è il cuore che manda messaggi al cervello. Già, l’affetto ad esempio può influenzare molto il nostro modo di intendere, valutare e porci con gli altri.

Forse il mix pancia, testa e cuore potrebbe orientarci alla soluzione giusta! Probabilmente dovremmo allenarci, per riuscire a governarli insieme. In ogni caso mi pare evidente che questo implichi ascoltarli, innanzi tutto: se la pancia punzecchia, ci tocca interpellare con urgenza testa e cuore perché dicano la loro.

Il problema resta la velocità, vero?

La pancia corre, la testa e il cuore hanno un tempo e un ritmo meno forsennato, capita ci raggiungano quando il guaio è fatto e devono rimboccarsi le maniche per rimediare.

E tu in che rapporti sei con pancia, testa e cuore?