Foto Lella Beretta

In questo periodo a tinte scure l’invito vale di più e deve essere forte, fortissimo: abbiate cura di voi. Con quello che è possibile, in ogni modo.

Vale di più perché la paura, l’ansia, le privazioni, ci sottopongono a uno stress eccezionale.

È innanzi tutto una questione mentale, ricordiamolo. Al di là della ricchezza, al di là della quiete, al di là delle occasioni, dobbiamo crearci una zona franca. Anche piccola. Qualcosa che sia nostro, che sia per noi, che ci dia affetto e attenzione.

Penso allo smart working, alla circolazione che avremo sempre più limitata, a chi era abituato a viaggi e incontri e ora è chiuso tra quattro mura.

Penso a quanto una vita in ritiro possa indebolirci. Fisicamente e moralmente.

Penso a quanto, talvolta, ci facciamo prendere anche soltanto dalla pigrizia, tra divano, pantofole e tv.

Nulla di male al riposo e neanche a quel free style che ci concediamo quando siamo a casa ma a lungo andare può trasformarsi e trasformarci. Soprattutto, ripeto, in questo complicato momento storico. Se ci lasciamo andare, finiamo per trascurarci e trascurare le buone abitudini.

Stare in pigiama tutto il giorno tutti i giorni è indiscutibilmente una deriva.

Una deriva emotiva. È ben diverso da farlo una volta tanto. Se lo prendiamo come un nuovo status ci rammollisce, ci deprime. Non dobbiamo e non possiamo permettercelo.

Tenere i capelli in ordine, indossare qualcosa di comodo e pratico ma grazioso, predispone in maniera diversa il nostro umore e la nostra energia.

Perché ora più che mai è importante?

Perché non ci possiamo abbandonare alla rassegnazione. Perché non possiamo sentirci in un vicolo cieco. Perché non dobbiamo adattarci passivamente ma, se mai, accettare per comprendere come rimettersi in moto.

Qualcuno dirà che conta il contenuto e non il contenitore. Io sono convinta però che la custodia di un oggetto d’oro non sia mai una brutta carta. L’abito non fa il monaco, fa la predisposizione d’animo.

Forse non ci mettiamo l’abito da cerimonia per cenare in famiglia ma questo non significa sedersi a tavola sciatti e trasandati. Perfetto il casual di una tuta purché sia carina, pulita, in ordine. Immaginate, ad esempio, di vivere al caldo tropicale in infradito per 6 mesi. Al ritorno pretendere di calzare un tacco 12 con garbo sarebbe troppo, no?

Ecco. Trascinarsi per casa con le ciabatte incollate al pavimento non farà bene all’umore, alla creatività, ai sentimenti, all’intraprendenza. Anzi.

A meno che non meditiate di improvvisare un business sull’intimo e le calzature da camera da letto, direi che è assai più utile ed efficace mettere la sveglia al mattino e prepararsi all’appuntamento con la giornata in maniera dignitosa (e aggiungerei grintosa).

Vedere nero è umano, non provare a tirar fuori i colori sarebbe però catastrofico.

Avanti! Può darsi che la necessità aguzzi l’ingegno.