È un appuntamento con la bellezza…anche interiore. Non solo un dialogo estetico insomma ma un confronto con la coscienza. Come ci sentiamo? Cosa ci turba? Abbiamo fatto tutto quello che riteniamo giusto e corretto?

C’è qualcosa che ci rimproveriamo? Siamo serenamente complici di ciò che sappiamo essere e fare o siamo perplessi? Che persona vediamo riflessa?

Io sono critica ed esigente, con me stessa. Questo appuntamento con la bellezza è spesso difficile. Le mie ansie e le mie insicurezze sono sempre lì in agguato.

Trovo sempre qualcosa che non va. Non mi piaccio mai abbastanza.

Sono più disponibile a individuare il difetto che incline a guardare il pregio.

Eppure mi presento. Puntuale. Non mi sottraggo, non scappo. È un appuntamento doveroso. Anche quando le risposte sono impietose.

Del resto, proprio le risposte dure e crude sono uno stimolo importante. A prendermi cura di me, a farmi più bella dentro e fuori.

Ecco, dentro e fuori.

Quello che mi piace imparare giorno dopo giorno è quel pizzico di benevolenza che riconcilia con i responsi dello specchio. In fondo è l’armonia, no, a dare bellezza? Non dobbiamo essere perfetti, non possiamo sempre trovare allo specchio tutto ciò che vorremmo…ma possiamo inseguire un piccolo prezioso equilibrio che ci faccia sorridere all’appuntamento.

Facile? No.

Noto però che una certa bellezza ci sia già in questa ricerca, in questa fatica, in questa fragilità. E poi credo sia importante concederci un’attenzione affettuosa, quando siamo allo specchio: come stai, tutto bene?

Sì, dobbiamo chiedercelo. Dobbiamo poter sfogare qualche debolezza, darci una pacca sulla spalla, un buffetto sulla guancia. E forse dirci anche che sono più brutti quelli che non si interrogano mai, quelli che si immaginano migliori, quelli che non si fanno mai una ramanzina!