Erano gli anni ’70 quando la Raffaella Carrà d’Italia spopolava con una serie di ritmi innovativi. Musiche e parole nuovi e trascinanti che, insieme a una grande carriera, l’hanno resa celebre a livello internazionale.

Mitica, Raffaella Carrà, possiamo proprio dirlo. Brava e coraggiosa, sempre.

Nel 76 usciva “A far l’amore comincia tu” che in qualche modo qualcuno leggeva come un invito spregiudicato e forse, a quei tempi, poteva sicuramente avere un impatto forte e provocatorio. Distante da “Rumore” che cantava di una donna in mezzo al guado delle grandi rivoluzioni, una donna che “da sola non mi sento sicura, sicura mai”…

In realtà io ho sempre letto grande dolcezza in “A far l’amore comincia tu”. Una dolcezza magari libera ed evoluta comunque profonda.

E se si attacca col sentimento

Portalo in fondo ad un cielo blu

Le sue paure di quel momento

Le fai scoppiare soltanto tu

Come le trovate queste parole? Io le sento, ora come allora, intense, poetiche. Vivaci, sicuramente, ma romantiche. Secondo me in quegli anni si sono sdoganati molti desideri e molte aspirazioni ma tutto sommato la verità è sempre stata quella della donna cui è dato di accendere la miccia del cuore.

In un’epoca in cui culturalmente si aprivano le porte anche alla libertà sessuale ogni ritornello che cavalcasse l’onda poteva evocare un messaggio di rottura ma in fondo quel sound ci è rimasto soprattutto nell’anima, a ricordarci che siamo Donne e come Donne, appunto, siamo capaci di avere cura dei sentimenti.

Credo che queste riflessioni siano importanti. Ciascuno può rifletterci su come gli pare ma ne abbiamo bisogno tutti in una società in cui talvolta i rapporti umani non sono facilissimi. Spesso si dice che è la Donna a scegliere il partner, a decidere come e quando fare coppia, a tessere la tela del ménage. Probabilmente è proprio vero. Un onore, un onere, una possibilità.

Qualcosa che per noi Donne non è solo un gioco. Affatto.

Abbiamo la responsabilità dell’amore, ecco. Che non significa una catena alla libertà ma un impegno alla fierezza e al candore della femminilità. Siamo la metà forte, anche quando ci fanno passare per il sesso debole. E lo siamo perché oltre alla vita che possiamo portare in grembo, abbiamo lo spirito inossidabile della sensibilità emotiva.

Qualche volta ci tocca guidare, molte volte educare. Non è facile ma è sicuramente bellissimo, se abbiamo a cuore il nostro valore di Donne.

Ballare su quelle note ci fa scatenare in allegria, vero?

Un’allegria alla quale non mi spiace affatto abbinare il calore umano. Noi Donne siamo anche questo: braccia accoglienti. Perché nonostante la fatica siamo il destino del mondo. Ovunque e comunque.

In fondo consideriamo che anche la sensualità di Raffaella ha sempre viaggiato su quel meraviglioso equilibrio tra tante emozioni. Come quella di tutte le Donne che forse potrebbero stare sole ma amano amare!

D’altra parte Gianni Boncompagni ha fatto storia, con testi che restano successi, di generazione in generazione. Un po’ ammiccando un po’ cogliendo perfettamente pensieri e sensazioni comuni. Pure se quel testo fosse malizioso non potremmo che continuare ad ascoltarlo con piacere.