L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare (Giorgio Armani)

Impossibile non essere d’accordo con Giorgio Armani. Gli Uomini e le Donne eleganti sono quelli che ricordiamo.

E li ricordiamo per un portamento, per un dettaglio, per un’aria charmant.

Li ricordiamo perché hanno stile.

Qui, tra il serio e il faceto, narrando di lifestyle, riflettendo su grandi temi, infilandomi tra le pieghe del look, ho lungamente parlato, di quella impronta che lasciamo con la nostra personalità in tutti i modi in cui si esprime, da un’idea a un outfit.

Quanto c’è di innato e quanto si apprende?

Noi over 40, 50, 60, abbiamo avuto un bel pezzo di vita per capire quanto buon gusto si può acquistare con il tempo e l’esperienza. E allora, se pur con leggerezza, qualche lezione potremmo darla.

 

Il senso della misura. Quando parliamo di abiti, di modelli, di abbinamenti, spesso alludiamo a altezze e corporature. Questo sta meglio a chi è più rotondetto, i tacchi non si addicono a chi è già altissima e via discorrendo. In realtà il senso della misura è molto altro o molto di più. Il senso della misura è non eccedere. Mai. in difetto o in eccesso. Né troppo appariscenti né troppo anonimi, si potrebbe sintetizzare. I suggerimenti assoluti come i divieti assoluti non tengono conto che ciascuno di noi è unico. È bene invece che ognuno esprima se stesso. Se vuole farlo con eleganza e essere ricordato, ricordi il senso della misura! Perché? Perché è sintomo di equilibrio, perché è sinonimo di armonia.

 

La regola della creatività. Non siamo tutti super fantasiosi, siamo più o meno audaci, amiamo o litighiamo con i dettagli che rompono l’ordine. Però…però la norma aurea dell’eleganza è anche quella di non essere fotocopie di uno schema. Ben vengano le scelte classiche se ci garbano ma concediamoci dunque un guizzo, qualcosa che sia il nostro tocco. Un foulard portato in un certo modo? Una spilla a contrasto? Un’acconciatura tutta nostra? Il nostro marchio può stare in mille cose e manifestarsi in mille modi. In ogni caso è importante. Non siamo replicanti, siamo protagonisti. Questo non invita a una caduta di stile, a un dettaglio imbarazzante, a una nota stonata. Tutt’altro. Ci rammenta che siamo noi a dover essere ricordati, non ciò che indossiamo. La nostra personalissima impronta è il simbolo perfetto del nostro passaggio!

 

Il portamento e il comportamento

Non è affatto casuale che siano strettamente correlati. Ci rimangono impressi il sorriso, la disinvoltura, la sensualità, l’originalità, vero? Ci distingue un’andatura, un modo di gesticolare (con moderazione), il garbo con cui salutiamo, sediamo, guardiamo. La nostra gentilezza racconta molto, di noi. E così fa la simpatia. Del resto siamo affascinati da una maniera di camminare, porgere la mano, accavallare le gambe. E lo siamo perché quei piccoli segni, quei piccoli momenti, ci rappresentano in modo fortissimo. È pur vero che ci catturano i valori, degli Uomini e delle Donne: la bontà, l’ottimismo, l’onestà. E anche questi li ritroviamo intatti negli occhi e nelle pose.

Non dobbiamo sembrare altro da ciò che siamo. Dobbiamo però sapere che ciò che sembriamo trasmette sensazioni che restano.

Non è bellissimo essere ricordati? Non è bellissimo portare a spasso l’eleganza di spirito?