Credo sia nota a tutti, e soprattutto a tutte, Marie Kondo, guru del metodo che trasforma i nostri spazi e la nostra vita. Il suo manuale Il magico potere del riordino è un bestseller e sembra davvero mantenere ciò che promette.

Eliminare il superfluo e fare ordine in casa rende innanzi tutto un servizio alla mente. Ci ripulisce dal surplus del caos.

Di cosa dobbiamo circondarci e quindi conservare?

Merita di stare con noi quello che ci emoziona. Non è una formuletta banale, la realtà è che un eccesso di cose, spesso appunto inutili o inutilizzate o sgradite, soffoca i nostri giorni, i nostri spazi, i nostri pensieri. È un peso che ci limita.

Quante volte scleriamo davanti al guardaroba traboccante? Quante volte le nostre case somigliano a polverosi musei che non rallegrano affatto occhi e spirito? Quante volte le nostre cucine sembrano un magazzino in cui sono stipate decine o centinaia di piccoli e grandi utensili che non prendiamo quasi mai in mano?

Gli ambienti ordinati e puliti sono rilassanti, i contesti in cui regna sovrana la confusione di oggetti innervosiscono e affaticano. Su questa riflessione, Astrid Eulalie con il suo 4 settimane per riordinare la tua casa e la tua vita, ci guida in un dolce cammino per riprendere padronanza del nostro ‘habitat’ fisico e mentale.

Io da buona fashion victim specializzata in acquisti di pancia e allegria…sono quasi un’accumulatrice seriale. Proprio per questo avverto il richiamo di questa ‘pulizia’ dei pensieri così saggiamente proposta dalla Kondo e dalla Eulalie e comunque ampiamente sperimentata da molti, in ambito casalingo o professionale.

Non basta forse pensare a quanto snellisce, sistema, facilita, un archivio?

Non ci è forse noto che anche una buona disciplina nella gestione di una scrivania o di un pc ci affranca da parecchio stress?

work in progress!

 

E poi a noi Donne basta pensare al carico di cianfrusaglie che portiamo in borsa per intuire che un ripulisti non sarebbe male!

Cosa fare? Sicuramente suggerisco di affidarsi ai loro consigli. Lo suggerisco innanzi tutto a me stessa.

Alleggerirsi la vita penso sia davvero un atto di amore verso noi stessi. E pure una scelta, importante, di forza e libertà.

Paradossalmente ma non troppo ci ritroviamo a governare un’abbondanza che in realtà è una sorta di schiavitù. Aiuto, sento che l’impresa è difficile, molto difficile. Richiede uno scatto psicologico mica da ridere…però, che dire, possiamo provare no?